
Un sabato pomeriggio diverso dal solito, di quelli che ti rimangono addosso per la bellezza delle cose viste e per l’energia delle persone con cui le condividi. Alle 14:30 il nostro gruppo si è ritrovato puntuale alla reception del Museo MA*GA di Gallarate: venticinque appassionati d’arte, carichi di curiosità e desiderosi di immergersi nel mondo visionario di Wassily Kandinsky.
Dopo la consegna degli accrediti e delle audioguide, alle 15:00 abbiamo varcato l’ingresso della grande mostra che il MA*GA dedica a uno dei padri dell’astrattismo. Ad accompagnarci nel percorso è stata la dott.ssa Orte, la guida messa a nostra disposizione dal museo, che con competenza e passione ci ha aiutato a leggere e comprendere un universo artistico ricchissimo, fatto di forme, segni, colori e pensiero.
-.jpeg)
La rassegna – curata da Emma Zanella ed Elisabetta Barisoni, e realizzata dal MAGA insieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia – si articola in un percorso che abbraccia 130 opere provenienti da Ca’ Pesaro, dal MAGA e da importanti collezioni pubbliche e private. Un viaggio affascinante attraverso la nascita dell’arte astratta e la sua evoluzione europea e italiana tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento.
La prima sezione ci ha immersi nel clima internazionale degli anni Venti e Trenta, quando le lezioni al Bauhaus posero Kandinsky al centro di un dialogo creativo con artisti come Paul Klee, Jean Arp, Joan Miró, Alexander Calder e Antoni Tàpies. È un tuffo nelle radici dell’astrattismo, nelle avanguardie storiche che hanno trasformato per sempre il modo di pensare e fare arte.
La seconda parte della mostra approfondisce invece il rapporto complesso e fecondo tra Kandinsky e gli artisti italiani. La celebre personale del 1934 alla Galleria del Milione di Milano divenne infatti un punto di svolta per molti autori contrari alla figurazione allora dominante. Le opere di Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Enrico Prampolini, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi testimoniano quanto quella visione abbia influenzato e ispirato la nascente astrazione italiana.
Il percorso si chiude con il secondo dopoguerra, quando il pensiero di Kandinsky continua a orientare le ricerche delle nuove generazioni. Dai movimenti Forma, MAC e Origine alle suggestive opere di Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Roberto Sebastián Matta, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo ed Emilio Vedova, la mostra restituisce tutta la vitalità di un’eredità ancora viva.
Sostenuta da Regione Lombardia e inserita nel progetto Varese Cultura 2030, la rassegna del MA*GA non è solo un omaggio al maestro russo, ma un’esplorazione completa dell’astrazione come linguaggio senza tempo.
Per noi è stato un pomeriggio intenso, ricco di scoperte e di emozioni condivise. Un’occasione preziosa per avvicinarci ancora una volta all’arte, insieme, con quello spirito di curiosità e bellezza che da sempre anima le nostre iniziative.
-.jpeg)
-.jpeg)
-.jpeg)

















